Acquapendente, a soli 2 Km. è una piacevolissima cittadina attraversata dalla via Cassia e dall’antica via Francigena.
In maggio si celebra la famosa festa dei Pugnaloni, per ricordare la liberazione della città dal dominio di Federico Barbarossa.
La Riserva Naturale di Monte Rufeno, al confine con l’Umbria e la Toscana, con i suoi 734 metri d’altitudine, si staglia tra la valle del Tevere e del Paglia.
Un paesaggio collinare ricoperto ora da boschi ora da ulivi, ricco di prati e di radure, che nella bella stagione si ricoprono di orchidee, di giglio rosso e del narciso dei poeti.
Torrenti, stagni e fontanili interrompono questi ambienti ricchi di vita e rendono piacevoli le escursioni, oltre a favorire una flora e fauna esclusiva di questi ambienti.
Non di rado si incontrano vecchi casali, un tempo abitati ed oggi testimonianza viva di un’antica tradizione architettonica.
Il Museo del Fiore, situato nei pressi di Torre Alfina, permette di apprezzare la biodiversità del territorio e conduce nel mondo del fiore, illustrandone aspetti evolutivi, ecologici e culturali oltre ai rapporti con il mondo animale.
Bolsena, meta di centinaia di turisti che apprezzano le limpide acque del lago, il clima temperato e la cucina tipica mediterranea dei suoi numerosi locali.
Dalle sue acque emergono due isole: la Bisentina, raggiungibile in barca da Capodimonte, e la Martana.
Orvieto, famosa per il Duomo, costruzione iniziata sul finire del 1200, per l’intraprendenza di un vescovo di origine bagnorese, Francesco Monaldeschi.
Da visitare anche il famoso”Pozzo di San Patrizio”, i numerosi musei, e le necropoli Etrusche.
Orvieto è anche famosa per la produzione dell’ottimo vino Classico d’Orvieto, per le ceramiche, i prodotti artigianali e le grandi tradizioni tra cui il “PALIO DELL’ OCA” un gioco già esistente nel “400 e “LA FESTA DELLA PALOMBELLA”; mentre il CORPUS DOMINI vede le vie della città ricoperte da un tappeto di fiori su cui passa la processione ed il corteo storico con oltre 400 figuranti.
Civita di Bagnoregio, la surreale “città che muore”, risultato di una irrefrenabile erosione che vede lo sperone tufaceo, su cui è arroccata, progressivamente assottigliarsi su un sottostante strato argilloso anch’esso instabile poichè per la sua natura geologica é destinato a subire l’ azione erosiva degli agenti atmosferici che lo modellano nelle tipiche forme dei calanchi - piccoli bacini delimitati da creste e pinnacoli creati dall’ azione dilavante della pioggia sull’ argilla.
Viterbo
Il Palazzo Papale, la Cattedrale, il quartiere San Pellegrino, il Palazzo dei Priori, le chiese e le splendide fontane seppur costruiti in epoche diverse, coesistono armoniosamente in un centro storico ancora ben conservato.
Viterbo è conosciuta anche per “Santa Rosa” protettrice della città, che viene portata in processione su una specie di campanile mobile del peso di circa 50 quintali, da un gruppo di facchini.
Le Terme che rappresentano un fiore all’occhiello per la città, una grande risorsa naturale per le proprietà benefiche delle sue acque utilizzate dagli specialisti per la cura, prevenzione, riabilitazione e recupero della forma fisica.
Ed inoltre… da visitare le necropoli etrusche di Sovana, le Terme di Saturnia, mentre scendendo verso il mare è possibile raggiungere Vulci, ed il Museo Archeologico.
Da non perdere una visita a Siena , la città del Palio e dell’Arte.